Nuova interrogazione del sen. de Bertoldi (FdI): urgente vietare la vendita di polizze Rcauto online. Demozzi (Sna): i nostri dati sono fonte di confronto in Parlamento

La questione della vendita online delle polizze Rcauto e l’incredibile moltiplicarsi di truffe e raggiri a danno dei consumatori torna di forte attualità in queste ore. L’Ivass stessa, dal canto suo, nel proprio portale internet non manca di segnalare quasi ogni giorno siti di fantomatici intermediari assicurativi, soggetti presenti sul mercato mai iscritti al RUI o addirittura vere e proprie organizzazioni criminose.
Il sen. Andrea de Bertoldi (FdI) è in Parlamento fra i più attivi sostenitori di una modifica delle norme che attualmente regolano il mercato assicurativo online. L’opinione che si sta facendo strada in Senato e alla Camera dei Deputati è quella della necessità impellente di restringere le maglie della legge, fino ad arrivare – se necessario – al divieto della vendita delle polizze Rcauto sul web.
“I raggiri informatici a danno degli acquirenti – si legge nella recente interrogazione parlamentare del sen. de Bertoldi al Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli – sono facilitati certamente dall’avvenuta dematerializzazione del contrassegno assicurativo voluta da uno dei passati Governi e sostenuta, o per lo meno non ostacolata, dall’Istituto di Vigilanza Ivass. L’altissimo numero dei siti internet ‘fantasma’, cioè di operatori abusivi che propongono false assicurazioni Rcauto agli ignari automobilisti, conferma le perplessità che abbiamo rappresentato in merito all’opportunità di permettere che le polizze assicurative, contratti notoriamente complessi e di non semplice comprensione e valutazione, possano essere offerte per via telematica, cioè attraverso internet; è nostro parere – prosegue de Bertoldi – che le norme citate nella risposta del Sottosegretario on. Galli, che prevedono questa possibilità, siano basate su presupposti errati e si scontrino con una realtà ben diversa da quella immaginata dal Legislatore all’epoca del’approvazione di dette norme (passati Governi degli ultimi cinque anni, ndr), fatta anche e soprattutto di fenomeni come le truffe online; si ribadisce al riguardo che si ritiene giunto il momento di rivedere tale impostazione e di valutare seriamente l’apposizione del divieto di distribuzione assicurativa online”.
I dati esposti dal Ministero evidenziano come oltre l’80% delle polizze Rcauto in Italia siano appannaggio degli agenti professionisti e che in tale ambito sia assolutamente residuale l’attività online truffaldina. “Per cui ci si chiede – scrive il sen. de Bertoldi – se il gioco valga la candela; in sostanza, perché mantenere un impianto normativo che mira a promuovere le vendite online delle polizze, o quanto meno ad ammetterle, se questo canale viene utilizzato con scarsi risultati concreti dagli operatori in regola e con enormi risultati dai truffatori del web? Il Dicastero – suggerisce il parlamentare di Fratelli d’Italia – dovrebbe adottare immediatamente misure efficaci per far cessare definitivamente simili pratiche abusive, introducendo un espresso divieto alla vendita online delle polizze assicurative in generale, dando risalto mediatico attraverso appositi comunicati al divieto, in particolare, di vendita online delle polizze Rcauto e reintroducendo l’obbligo di esposizione del tagliando cartaceo dell’assicurazione Rcauto, integrato da un apposito codice anti contraffazione (codice a barre o Q-R code)”.
“La politica – sottolinea il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi – sta seguendo con particolare attenzione tutto ciò che ci riguarda e come spesso i dati forniti dal centro studi Sna sono fonte di confronto anche in sede parlamentare, ai massimi livelli. Ciò riconosce a Sna, oltre alla effettiva rappresentatività del settore, quella autorevolezza ormai unanimemente riconosciuta alla nostra centenaria organizzazione”.